Aston Martin Valkyrie AMR Pro: la F1 per i track day

20 novembre 2017
a cura di Redazione Automobilismo
Aston Martin Valkyrie AMR Pro: la F1 per i track day
Aston Martin Valkyrie AMR Pro
La versione estrema dell’hypercar ibrida inglese verrà realizzata in 25 esemplari destinati esclusivamente alla pista. Promette prestazioni degne di una Formula 1.

L’esperienza del team Red Bull

È un percorso circolare quello che attende l’Aston Martin Valkyrie. Nata come replica stradale di una Formula 1, ora dalla strada torna (esclusivamente) alla pista grazie alla variante estrema AMR Pro. La versione più spinta dell’hypercar inglese, realizzata da Adrian Newey, progettista del team Red Bull, verrà prodotta in 25 esemplari. 25 unità già tutte vendute, attese in circuito dal 2020 e, secondo la Casa, in grado di raggiungere i 400 km/h di velocità massima garantendo un’accelerazione laterale di 3,3 g (!).

Aston Martin Valkyrie AMR Pro: la F1 per i track day
Aston Martin Valkyrie AMR Pro

Aerodinamica estrema

Aston Martin Valkyrie AMR Pro: la F1 per i track day
Aston Martin Valkyrie

La versione “street legal” della Valkyrie costa quasi 3,5 milioni di euro ed è realizzata in collaborazione con il team di F1 Red Bull Racing. Non è una supercar ispirata alla F1. È, piuttosto, una monoposto adattata all’utilizzo stradale. Un adattamento che viene meno nella variante AMR Pro, orientata a replicare le sensazioni al volante di una monoposto. I futuri clienti, non a caso, parteciperanno a corsi di guida personalizzati che prevedono l’accesso al simulatore utilizzato dai piloti Red Bull. Libera dalle restrizioni necessarie per l’utilizzo stradale, l’hypercar inglese potrà contare su di un’aerodinamica ancor più estrema, forte di appendici fisse maggiorate e una strategia specifica degli elementi attivi, su dischi freno in compositi derivati dalla F1 e pneumatici slick dei prototipi LMP1, quindi provenienti dal Mondiale Endurance.

V12 6.5 aspirato e ibridato

Aston Martin Valkyrie AMR Pro: la F1 per i track day
Aston Martin Valkyrie

Il V12 6.5 aspirato collocato centralmente e realizzato dall’inglese Cosworth, secondo rumors insistenti accreditato di almeno 1.000 Cv nella versione originaria, verrà ulteriormente potenziato, mentre il modulo per il recupero dell’energia, prodotto dalla specialista Rimac e simile tecnicamente al Kers impiegato In Formula 1, sarà affinato per garantire una risposta in linea con quella delle monoposto. La ricerca della massima leggerezza, infine, ha portato all’eliminazione di climatizzazione e infotainment nonché all’adozione di componenti specifici quali il parabrezza e le superfici vetrate laterali in policarbonato, la carrozzeria in carbonio a spessore ridotto e i bracci delle sospensioni in fibre composite, oltre al sedile monoscocca realizzato su misura per il pilota.

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