Aston Martin Valkyrie: F1 con la targa

17 luglio 2017
a cura di Redazione Automobilismo
Aston Martin Valkyrie: F1 con la targa
Sviluppata in collaborazione con il team Red Bull, l’hypercar ibrida inglese è una vera e propria Formula 1 stradale. Il V12 6.5 aspirato e ibridato eroga circa 1.000 Cv.

175 esemplari, 25 per la pista

Aston Martin Valkyrie: F1 con la targa

Verrà prodotta in solo 175 esemplari, dei quali 25 destinati esclusivamente alla pista, e costerà quasi 3,5 milioni di euro. Non solo; è sviluppata in collaborazione con il team di F1 Red Bull Racing. Ma, più di ogni altra cosa, l’Aston Martin Valkyrie stupisce perché è quanto di più simile tecnicamente a una Formula 1. Annunciata nel 2016, ora si mette a nudo svelando il layout dell’abitacolo, degno di una monoposto, e l’evoluzione aerodinamica che, al momento, può essere considerata definitiva al 95%.

La mano di Adrian Newey

Realizzata da Adrian Newey, progettista del team Red Bull da oltre trent’anni attivo nella massima serie dell’automobilismo sportivo, non è una supercar ispirata alla F1. È, piuttosto, una monoposto adattata all’utilizzo stradale. L’obiettivo dichiarato, del resto, è poter contare su di un rapporto peso/potenza di 1:1. Il che, considerando i rumors che parlano di una massa a vuoto di 1.000 kg, significa poter disporre di 1.000 Cv erogati dall’inedito V12 6.5 aspirato collocato centralmente. La vicinanza alle vetture Formula è confermata dal particolare effetto suolo portato in dote dalla monoscocca in carbonio: non è previsto un comune estrattore, bensì l’intera struttura dell’auto funge da diffusore a effetto Venturi, essendo caratterizzata da un’inusuale concavità inferiore che crea un tutt’uno con le appendici aerodinamiche all’avantreno. Una soluzione che promette valori di deportanza eccezionali, pur in assenza di qualsivoglia spoiler o alettone.

Motore Cosworth, cambio Ricardo

Le uniche informazioni certe in merito al powertrain ibrido da oltre 1.000 Cv riguardano la cubatura del V12 aspirato, pari a 6,5 litri, e chi lo ha creato, vale a dire l’inglese Cosworth. Il modulo per il recupero dell’energia è invece realizzato dalla specialista Rimac ed è simile tecnicamente al Kers impiegato In Formula 1. Estremo l’abitacolo, dato che i sedili sono ricavati direttamente nella monoscocca – una caratteristica tecnica analoga alla Ford GT – e il volante con display integrato è amovibile in stile F1. L’unica interfaccia supplementare tra guidatore e vettura è costituita dal piccolo monitor Oled al centro della plancia. Attesa al debutto nel 2019, la Valkyrie è omologata per ospitare due persone e vede l’abitacolo costituito da una “vasca” in carbonio. Non sarà un semplice esercizio tecnico o di stile, dato che verrà sfruttata come laboratorio per lo sviluppo di una nuova serie di sportive Aston Martin a motore centrale.

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