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Alfa GIULIETTA SZ (1961) e S.Z. ES 30 (1989)

La S.Z ES 30 è stata l’ultimo modello frutto della tecnologia Alfa: trazione posteriore, meccanica di classe e prestazioni elevatissime. Sulla pista di Balocco entrava ed usciva in curva con velocità mediamente superiori di 6-9 km/h rispetto alla pur validissima 75 3.0 V6...

Il cammino della Carrozzeria Zagato, fondata nel 1919 da Ugo Zagato, si è in più di un’occasione incrociato con il percorso evolutivo dell’Alfa Romeo. La collaborazione tra queste due firme ha originato auto leggere, spesso costruite con tecniche di derivazione aeronautica, che hanno trovato valida applicazione nelle corse. In altre occasioni ne è emerso uno stile innovativo e fortemente personale, come nel caso della 1900 SSZ del 1954, un elegante coupé dall’inconfondibile muso prominente e arrotondato (tema oggi ripreso sulle Alfa moderne) che troviamo reinterpretato nella sua erede, la 2600 SZ del 1965.

 

Il lavoro di Zagato ha donato alle meccaniche Giulietta e Giulia GT un vigoroso dinamismo, visibile ad esempio nella SZ del 1960 e nella Junior Zagato del 1969. Ma ha concepito anche leggere e resistenti strutture tubolari rivestite con carrozzerie aerodinamicamente efficienti, come è avvenuto con le Giulia TZ e TZ2 da competizione costruite a Feletto Umberto (UD) dall’Autodelta di Carlo Chiti e dei fratelli Lodovico e Gianni Chizzola. Stupire creando qualcosa di diverso da tutti. Questo sembra essere il motto dell’atelier milanese. “Vedi quell’auto? È diversa da tutte le altre? Allora è una Zagato”. Sono parole di Elio, il figlio di Ugo. Rendono l’idea di ciò che è stato, ed è ancora ai giorni nostri, il filo conduttore che lega tra loro le auto carrozzate dall’atelier milanese: quindi anche le “sue” Alfa Romeo, dalla SZ... alla SZ.