EPOCA: FIAT-ABARTH 695 SS

29 luglio 2016
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    In Grecia abbiamo scovato un esemplare in condizioni di conservazione uniche. Un’autentica “time capsule” proveniente da oltreoceano, utile per tracciare una piccola guida al riconoscimento del “falso”....

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    Siamo andati a scoprire una nazione che, automobilisticamente parlando, mai avremmo pensato fosse così ricca e interessante. Non per una forma di spocchia, bensì per le notizie sulla situazione del Paese, di cui nell’ultimo anno siamo stati bombardati. Ma andare a vedere di persona è sempre buona cosa. E se la Grecia è certamente in un periodo difficile, ciò non significa che non ci siano collezioni di auto, anche di pregio. Come la “Scuderia Piccolino” (il nome la dice lunga) di Alex Vazeos, un’interessante collezione di auto sportive italiane custodite ad Atene. E visto che da poco sono state inaugurate le “Officine Abarth Classiche”, abbiamo subito posato gli occhi su un’Abarth 695 “EsseEsse” che, tra i tanti pezzi esposti, tutti in condizioni da concorso, spicca per la sua livrea “rusty”, quasi fosse appena stata tirata via da un vicolo del centro storico di Genova o Napoli.

     

    Un paio di domande maliziose e il titolare della collezione, l’imprenditore Alex Vazeos, parte all’attacco. «Ho sempre amato le Abarth -racconta- soprattutto le “carrozzate”, ma niente incarna la filosofia Abarth meglio delle amme Record Monza, ndr), ho scelto una 500, il cui “massimo” è proprio la 695 in versione Esse Esse. Purtroppo, come qualsiasi appassionato sa bene, il mercato pullula di falsi o esemplari quantomeno dubbi, data la relativa semplicità con cui è possibile realizzare delle repliche perfette, il cui valore può superare anche di dieci volte quello di una normale versione Fiat».

    L’occasione giusta per Alex arriva dopo quattro anni di ricerca quando, in seguito a un lungo corteggiamento, un noto collezionista canadese di Abarth decide finalmente di cedere il suo esemplare: un’autentica “macchina del tempo”, quasi interamente conservata e che per questo oggi rappresenta un ottimo riferimento per stabilire i parametri di originalità del modello, di cui non si conoscono con certezza il numero di pezzi costruiti né quelli attualmente in circolazione.


    Molti dei quali, ci racconta Vazeos che prima di questa ne ha esaminate tante, si presentano oggi pari al nuovo e ricchi di documentazione riguardante i restauri, ma quasi mai accompagnate da prove certe del ritrovamento o della storia prima dei lavori di recupero. Inoltre il parafiamma, che riporta stampigliati i numeri originali, spesso presenta tracce di saldature o addirittura di sostituzione totale, e un occhio attento può facilmente notarlo osservando il lamierato nella parte sottostante il cruscotto.

    Altrettanto da evitare, raccomanda infine Alex, gli esemplari con punzonature del telaio troppo perfette: le originali erano quasi sempre leggermente irregolari o disallineate. In barba a qualsiasi sospetto, la 695 di queste pagine non ha nulla da nascondere del suo passato, anzi lo sfoggia con orgoglio attraverso i segni sulla carrozzeria, caratterizzata da una bella “patina” di ruggine superficiale che è stata “congelata” attraverso un attento lavoro di laccatura.azza giganti realizzate su base Fiat 500 e 600. Quindi ho voluto una di queste vetture per la “Scuderia Piccolino”; non essendo amante delle versioni su base 600 (peraltro già presenti nella collezione sotto forma di Coupé Zagato “Doppia Gobba”

    PATINA

    L’esemplare, importato da subito negli Stati Uniti, è stato acquistato dalla Scuderia con i documenti americani originali, che la identificano da sempre come una “EsseEsse” e riportano solo quattro proprietari, il secondo dei quali è stato Michael Blumberg, noto collezionista d’oltreoceano di vetture italiane. Raggiunto da Vazeos, Blumberg ha raccontato di aver acquistato la 695 nel settembre 1977 ad Atlanta; l’aveva adocchiata su una rivista di annunci, ma una volta contattato il venditore aveva scoperto che la vettura era già stata venduta.

    Armato di pazienza e determinazione, si è quindi messo sulle tracce del nuovo proprietario e, una volta scovatolo, gli ha offerto la sua splendida Fiat 1200 Cabriolet in cambio della 695, all’epoca neanche marciante. Concluso l’affare Blumberg, grande esperto di Abarth, si è dedicato al restauro conservativo della 695, un esemplare stradale da sempre, un po’ malconcio ma in condizioni di perfetta originalità, solido e intatto. All’epoca (attorno al 1980) risale l’ultima riverniciatura superficiale della carrozzeria; non fu eseguito altro perché già allora egli notò l’estrema precisione e “decisione” nella chiusura delle porte.

    Una inconfutabile prova di qualità generale che ancora caratterizza la 695 della nostra prova. Come se non bastasse, proprio una delle porte fornisce la prova definitiva dell’originalità dell’auto: sulla battuta dello sportello guida c’è ancora traccia dell’adesivo in carta del rivenditore Abarth che vendette la vettura da nuova in Georgia, stato in cui l’auto ha trascorso quasi tutta la sua vita.

     

    Sotto una carrozzeria tanto affascinante quanto “vissuta”, trova posto una meccanica curata. Il motore è stato revisionato, cosa che ha permesso di verificare la presenza di basamento e albero motore correttamente punzonati e lo scarico originale Abarth Record Monza. Assieme alla testa originale, con la vettura è stata consegnata anche una testa Abarth “Gruppo 2”, all’epoca accessorio costosissimo e oggi montato sulla vettura, che è stata oggetto di una preparazione meccanica effettuata presso uno specialista Abarth in Inghilterra.

    Tranne le parti bisognose di manutenzione ordinaria, come l’impianto elettrico, le sospensioni e i freni, tutto è originale: interni, tappezzeria, strumenti (in miglia, una rarità), fondi e tappetini in gomma, sono incredibilmente ancora quelli del 1966 e rendono questa “Esse Esse” una delle 695 più originali esistenti oggi al mondo. Ora, se non vi dispiace, mettiamo da parte questa lunga parentesi da fanatici della conservazione, chiudiamo le solide porte della nostra “Esse Esse” e usciamo a fare un giro sul lungomare del Pireo. Alex ci annuncia, col ghigno di chi la sa lunga, che la 695 è una delle vetture più performanti e divertenti dell’intera Scuderia e noi, fingendoci scettici, ne approfittiamo per andare a verificare.


     

    RICONOSCERE UN VERO SCORPIONE

    La 695 di queste pagine ci offre un utile spunto per elencare brevemente i punti essenziali da verificare per riconoscere una 595/695 autentica da una buona replica, purtroppo non molto difficile da realizzare. fIL NUMERO DI TELAIO - La punzonatura del telaio è la prima cosa da verificare. Aprendo il cofano anteriore si trova sul lato sinistro del parafiamma, a lato del serbatoio benzina, parzialmente occultato dal cric. I numeri hanno un loro “font” specifico e spesso non sono allineati precisamente; di conseguenza, un’esecuzione troppo perfetta è sospetta.
     

    Inoltre il parafiamma non deve mostrare segni di saldature o di sostituzioni, ma deve presentarsi come quello originale con cui è nata la vettura. I telai Abarth riportano un codice, “105” per la 595 e “106” per la 695, più un progressivo di identificazione in aggiunta a quello Fiat; la targhetta di identificazione originale Fiat è comunque presente. 

    MOTORE - Il motore è la parte della vettura su cui si concentrano i maggiori interventi della “cura” Abarth. I basamenti venivano ripunzonati da Abarth nella parte inferiore alla punzonatura Fiat, con i codic“ABA 205” per le 595 e “ABA 206” per le 695, eventualmente seguite dal suffisso SS. In base all’anzianità della vettura i basamenti devono essere del tipo 110D o 110F. Non esistono elaborazioni Abarth realizzate su Fiat 500 R; è comunque possibile ripunzonare i basamenti, quindi una prova più affi- dabile può darla la verifica delle lavorazioni interne: l’albero a camme è specifico e punzonato come, soltanto sulla 695, l’albero motore; i cilindri devono essere in fusione e non separati, e non devono mancare altri particolari come i carburatori, il coperchio punterie, la caratteristica coppa dell’olio, lo scarico Record Monza; in questi casi si tratta però di elementi relativamente facili da reperire come ricambi e da installare successivamente, prassi promossa all’epoca dalla stessa Abarth.

    FREGI - Altra verifica raccomandata riguarda i fregi, da sempre elementi fortemente distintivi delle vetture di Carlo Abarth: calandra, parafanghi posteriori e cofano posteriore riportano placche e targhette identificative specifiche. Non rappresentano una prova assoluta, ma elementi “d’epoca” in luogo di riproduzioni scintillanti e perfette segnano un piccolo punto a favore dell’originalità.

    DOCUMENTI - Sembra scontato dirlo, ma un’Abarth lo è prima di tutto sulla carta. Documenti originali dell’epoca danno buone possibilità di trovarsi davanti a un esemplare genuino, oltre a fornire informazioni preziose sui precedenti proprietari e sulla storia del veicolo. Un passato “tracciato” e chiaro è infatti in definitiva il solo e unico argomento valido per accertare l’originalità di un esemplare. Va infatti considerato che tra i falsari esiste un fiorente commercio di documenti e di identità per collegare vetture riprodotte a storie, documenti e numeri di telaio corretti appartenenti a vetture disperse o distrutte.

    SCHEDA TECNICA

    Scheda tecnica ABARTH 695 ESSE ESSE (1966)

    Motore:
     bicilindrico in linea, posteriore longitudinale a sbalzo raffreddato ad aria; alesaggio e corsa 76x76 mm, cilindrata 689,54 cc, distribuzione aste e bilancieri, 2 valvole per cilindro, rapporto di compressione 10,5:1; alimentazione 1 carburatore Solex 34 PBICPotenza 38 cv a 5350 giri

    Trasmissione: trazione posteriore, frizione monodisco a secco, cambio a 4 marce + RM; rapporto finale 4,9:1

    Pneumatici anteriori e posteriori 125 x 12”

    Corpo vettura: berlina 2 porte, carrozzeria portante in lamiera di acciaio

    Sospensioni: anteriori indipendenti, bracci triangolari superiori, balestra trasversale inferiore; posteriori indipendenti, bracci triangolari, molle elicoidali; freni anteriori e posteriori a tamburo, a richiesta anteriori a disco; sterzo a vite e settore

    Capacità serbatoio benzina 21 litri

    Dimensioni
    (in mm) e peso: passo 1840, carreggiate ant/post 1120/1135, lunghezza 2970, larghezza 1320, altezza 1320 Prestazioni: velocità massima 150 km/h

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