Onboard, a Monza con la Radical SR8

12 marzo 2014
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    Solo in Inghilterra si poteva realizzare una piccola fabbrica di auto senza compromessi come la Radical. Una biposto stradale capace di recitare da protagonista anche in pista...

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    Tratteggiare in poche righe la storia di due visionari come Mick Hyde e Phil Abbott, che in soli diciassette anni sono stati in grado di creare una realtà industriale e tecnologica come la Radical, è impresa ardua ma che varrebbe la pena conoscere nei dettagli. E’ una storia che rivaleggia, per intensità e audacia, con quelle ben più famose che hanno creato gli imperi del mondo digitale. Hyde e Abbott come Mark Zuckerberg o Jack Dorsey? Forse. E magari, questa storia, la racconteremo. Per adesso ci limitiamo a parlare della SR8 RX, l’oggetto più demanding prodotto da Radical per l’utilizzo stradale, asusual, ma che in pista, con gommatura e assetti racing è in grado di camminare quasi come un LMP2. La stessa che ha stampato sul Nordschleife, con Michael Vergers alla guida, un imbarazzante 6’48”.

     

     

     

    La regina dei Track Days
    Intendiamoci la SR8 è la protagonista di punta del monomarca europeo Radical, molto combattuto e seguito, ma la prova che vi proponiamo, sul circuito di Monza, ci piace leggerla come quella dedicata ad una vettura stradale specializzata nei track days. Per parlare di queste auto è necessario fissare un punto: sono auto estreme, ma che devono poter viaggiare su strada e, possibilmente, non solo per il tragitto casa-autodromo. Auto così specializzate che guidarle è esperienza talmente intensa che dopo una manciata di minuti la maggior parte delle persone si ferma. Auto che, spinte ai vertici delle loro prestazioni in pista, spesso provocano tensione psicologica e fatica fisica da renderle un divertimento da assumere a piccole dosi. Un discorso che vale anche per questa SR8? Sì, ma anche no.

     

     

    Dopo 20 giri ho capito che la più grande qualità di questa Radical è quella di poter soddisfare le richieste di un pilota professionista, ma di saper offrire, al tempo stesso, quella sincera guidabilità in grado di far divertire, senza patemi, anche chi si avvicina all’alta guida senza un curriculum da pilota da corsa. E’ specializzata, aggressiva, leggera e veloce, ma anche estremamente comunicativa. Con questa SR8 puoi crescere ed imparare qualcosa di nuovo ogni volta che entri in pista.

     

     

    La sua scheda tecnica è esplicita come le sue prestazioni: il motore, costruito dalla apposita divisione della Radical, la Powertec RPE, è un 8 cilindri da 2.8 litri e 455 cavalli che a Peterborough hanno costruito utilizzando due Suzuki Hayabusa assemblati assieme con nuovi blocco e albero motore e un angolo di 72° tra le due bancate. Un lavoretto che rende 460 CV a 10.500 giri/min. La trasmissione è realizzata insieme a Quaife; sei marce con comando elettroattuato al volante che fa parte del pacchetto offerto in questa versione di prova.

    Ed ora godetevi un giro di pista con questo emozionante camera car a bordo della Radical SR8. Buon divertimento:

     

     

     

     

     

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