24 Ore di Le Mans, vince Porsche

18 giugno 2016
Gabriele Canali
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    La Toyota TS050-Hybrid domina la gara ma si ferma improvvisamente a bordo pista a 3 minuti dalla fine per un guasto tecnico. Vince la Porsche 919 Hybrid n°2 di Jani ...

    GARA

    Sabato 18 giugno ore 10.45

    Warm-up della 24 Ore di Le Mans all’insegna dell’Audi, che ha fatto segnare il miglior tempo, 3’25”886, con la R18 n°7 pilotata da André Lotterer. Seconda, a 1”243, la Toyota TS050 n°6 di Kobayashi, terzo posto per la Porsche 919 n°2 di Marc Lieb. In GTE Pro ancora una volta prima la Ford GT con la vettura n°68 pilotata da Dirk Müller seguita dalla Aston Martin Vantage n°97 pilotata dal neozelandese Stanaway.  I tempi comunque sono indicativi perché mentre le vetture più importanti stavano iniziando a cercare il ritmo ci ha pensato David Cheng a chiudere i giochi quando mancavano dieci minuti alla conclusione il pilota cinese David Cheng dell'Oreca-Alpine è uscito alla Indianapolis andando a colpire dalla parte dell'abitacolo le barriere. A quel punto la direzione ha deciso di esporre la bandiera rossa e di dichiarare a 7’ dalla fine la chiusura anticipata del warm-up. La pista asciutta e qualche raggio di sole che hanno caratterizzato il warm-up di questa mattina hanno consentito ai team di lavorare sulle ultime messe a punto delle vetture in vista della gara, che partirà alle 15.  Occhio alla pioggia: secondo le ultime previsioni meteo potrebbe arrivare dalle 17.

     

    Ore 14.35

    Colpo di scena: pioggia sulla pista!

    Queste le condizioni meteo a pochi minuti dal via:
    Temperatura aria: 19.9°C
    Temperatura pista : 26.7°C
    Vento: 9.7 km/h
    Umidità: 62%

     

    Ore 14.45

    La direzione ha ufficialmente comunicato che la partenza avverrà dietro la safety car.

    Ore 14.50

    La Ford GT numero 67 di Andy Priaulx viene spinta all'interno dei box del team Ganassi, pare per problemi di pressione dell'olio del cambio.

    Ore 14.55

    Sulla pista non piove più.
     
    Ore 15.00

    La gara è partita con le vetture dietro la safety car e ha ripreso a piovere.

    Ore 15.30

    Prima mezz’ora di gara con le vetture dietro la safety car. Al comando la Porsche 919 Hybrid n°2 pilotata dal poleman Neel Jani, seguita dalla Porsche 9191 Hybrid n°1 con Bernhard alla guida. Terza e quarta le Toyota TS 050-Hybrid pilotate rispettivamente da Conway e Buemi. Poi ci sono le Audi R18: quinta la n°7 di Lotterer, sesta la n°8 pilotata da Duval.

    Ore 15.50

    La safety car esce di scena, la gara parte regolarmente ed è subito bagarre. La Toyota n°6 di Conway passa in testa dopo aver superato prima la Porsche n°1 di Bernhard poi la n°2 partita dalla pole con Jani. In rimonta anche l’Audi R18 n°7 di Lotterer che fa segnare il giro più veloce in 3'50"160 e sale al quarto posto. Quinta l’Audi R18 n°6 di Duval mentre l’altra Toyota, la n°5 di Buemi, scivola al sesto posto.

    Ore 16.08

    L'Audi R18 numero 7 di Lotterer si è fermata ai box. E’ la prima fra le vetture di testa a montare le gomme slick.

    Ore 16.10

    Le due Toyota e la Porsche n°2 di Jani sono le uniche vetture a non avere cambiato gomme.

    Ore 16.12

    Le due Toyota TS050-Hybrid al comando della gara. Prima la n°6 di Conway seguita dalla n°5 di Buemi.

    Ore 16.20

    Toyota ai box ma la scelta di ritardare i pit-stop costa cara alle vetture della Casa giapponese, perché Conway e Buemi scivolano in quarta e quinta posizione. Al comando sale la Porsche n°1 di Bernhard-Webber-Hartley.

    Ore 16.21

    Colpo di scena: sosta inattesa ai box per l'Audi R18 n°7 di Lotterer.

    Ore 16.23

    Giro più veloce in 3'26"254 di Hartley, leader della gara, con la Porsche 919 Hybrid n°1, ma l’Audi R18 n°8 di Duval è molto vicina.

    Ore 16.25

    Con uno spettacolare sorpasso all’esterno sulla Porsche di Hartley, Duval con l’Audi R18 n°8 prende il comando della gara.

    Ore 16.30

    Sempre ferma ai box l’Audi R18 n°7 di Lotterer. Problemi seri: dalla vettura esce fumo. Viene sostituito un turbocompressore.

    Ore 16.35

    Giro più veloce in 3’23''010 di Conway con la Toyota TS 050 Hybrid numero 6, attualmente in terza posizione.

    Ore 16.36

    Hartley con la Porsche 919 Hybrid n°1 risorpassa l’Audi R18 n°8 di Duval e torna prima. Tra Porsche e Audi è battaglia vera, ma la Toyota TS 050-Hybrid n°6 di Conway, terza in classifica, è molto vicina alle prime due.

    Ore 16.45

    Torna in pista l’Audi R18 n°7 di Lotterer con 6 giri di ritardo sulla prima in classifica.

    Ore 16.54

    L’Audi R18 n°8 ai box per il pit-stop. La Toyota TS 050-Hybrid n°6 di Conway passa al secondo posto. Al comando sempre la Porsche 919 Hybrid n°1 di Hartley.

    Ore 17.00

    La situazione in GTE Pro.

    Al via subito velocissime, sul bagnato, le Porsche perché hanno il motore posteriore che grava di più sulle ruote motrici e quindi assicura una maggiore aderenza in uscita di curva e accelerazione. Dopo la prima ora di gara al comando la Porsche 911 RSR n°91 di Pilet. Poi con la pista asciutta è iniziata, come previsto, la rimonta delle Ford GT e delle Ferrari 488 GTE, in battaglia fra loro e il vantaggio delle Porsche si è assottigliato. La classifica in GTE Pro dopo due ore. 

    1)  Makowiecki-Bamber-Bergmeister Porsche 911 RSR

    2)  Bruni-Calado-Pier Guidi Ferrari 488 GTE

    3)  Fisichella-Vilander-Malucelli Ferrari 488 GTE

    4)  Hand-Müller-Bourdais Ford GT

     

    Ore 18.00

    Dopo le prime tre ore di gara, prima in classifica si conferma la Porsche 919 Hybrid di Bernhard-Webber-Hartley con 43 giri. Seconda, a 8”456, la Toyota TS050-Hybrid di Sarrazin-Conway-Kobayashi, terza l’Audi R18 di Di Grassi-Duval-Jarvis a 21”028. Quarta classificata la Toyota TS050-Hybrid di Davidson-Buemi-Nakajima a 33”222. Solo quinta la Porsche 919 Hybrid di Dumas-Jani-Lieb partita dalla pole e ora attardata di 49”166. Dopo la lunga sosta ai box l’Audi R18 n°7 di Fassler-Treluyer-Lotterer è al 40° posto assoluto con un ritardo di 5 giri dalla prima.

    In GTE Pro è passata al comando la Ford GT n°68 di Hand-Müller-Bourdais seguita dalla Porsche 911 RSR n° 91 di Pilet-Estre-Tandy, terza la Ford GT n°66 di Pla-Mücke-Johnson, quarta la Ferrari 488 GTE n°82 di Fisichella-Vilander-Malucelli. Grossi problemi, invece, per una delle Ferrari in lotta per la vittoria, la 488 GTE n°51 di Bruni-Calado-Pier Guidi, costretta a rientrare ai box per una lunga sosta dovuta a problemi tecnici che la portano ad accumulare un ritardo di 11 giri.

    Ore 18.41

    Torna finalmente in pista la Ferrari 488 GTE n°51 di Bruni-Calado-Pier Guidi dopo una sosta lunghissima dovuta a problemi all'alternatore.

    Ore 19.15

    Dopo le prime quattro ore di gara tutte le 60 vetture in gara sono in pista. Nessun ritiro.

    Ore 19.14

    Prosegue la rimonta dell'Audi R18 n°7. Con Marcel Fassler al volante è risalita alla ventunesima posizione.

    Ore 19.25

    Aggiornamento meteo: cielo parzialmente nuvoloso ma scongiurato, per ora, il rischio che torni la pioggia.

    Temperatura aria: 18.8°

    Temperatura pista: 23.9°

    Vento 16,1 km/h

    Umidità 61%

    Ore 19.35

    In GTE Pro grande battaglia tra Ford e Ferrari. In testa c’è la Ford GT del team Ganassi USA n°68 di Hand-Müller-Bourdais pilotata da Hand, tallonata dalla Ferrari 488 GTE n°82 di Fisichella-Vilander-Malucelli con Vilander alla guida. Terza la Ford GT Ganassi USA n°69 di Briscoe-Westbrook-Dixon pilotata Briscoe. Più staccate le Porsche 911 RSR, fuori gioco, con 12 giri di ritardo, la Ferrari n°51 di Bruni-Calado-Pier Guidi, in ritardo anche le Chevrolet Corvette C7 R: la prima delle Corvette, infatti, è la n°64 di Gavin-Milner-Taylor, ottava nella classifica di classe con un giro di ritardo dalla Ford prima in classifica.

    Ore 19.37

    Primo ritiro: si tratta della Porsche 911 RSR n°89 di Mac Neil-Keen-Miller in gara nella GTE Am, uscita di pista e ferma nella ghiaia con l’anteriore molto danneggiato.

    Ore 19.40

    In GTE Pro continua la battaglia tra la Ford GT n°68 di Hand, la Ferrari 488 GTE n°82 di Vilander e l’altra Ford GT n°69 di Briscoe.

    Ore 19.53

    Webber alla guida della Porsche 919 Hybrid n°1 leader della corsa ottiene il nuovo giro più veloce della gara con un tempo di 3’21”816. Webber sta forzando il ritmo per incrementare il distacco da Toyota e Audi.

    Ore 21.00

    Toyota allunga gli stint per recuperare sulla Porsche 919 Hybrid n°1 leader della corsa. Giro più veloce di Kobayashi in 3’21”445 con la Toyota TS050-Hybrid n°6.

    Ore 21.25

    A parità di pit stop (7) Sarrazin alla guida della Toyota TS050-Hybrid n°6 è prima con un vantaggio di 6” sulla Porsche 919 Hybrid n°1 pilotata da Bernhard.

    Ore 21.35 

    Errore di Bernhard costretto a un pit non previsto per un bloccaggio con la Porsche 919 Hybrid n°1.

    Ore 23.00

    Dopo 8 ore di gara e 126 giri della capolista Toyota TS050-Hybrid di Sarrazin, inizia la lunga notte di Le Mans.

    Ore 23.06

    La Toyota TS050-Hybrid n°6 di Sarrazin allunga sulle Porsche 919 Hybrid di Jani e Bernhard. Quarta l’altra Toyota, la TS050-Hybrid n°5 di Nakajima. Situazione difficile per Audi: la R18 n°8 di Duval è in ritardo di un giro sulla prima, mentre la R18 n°7 è risalita al sesto posto ma attardata da un ritardo di 6 giri.

    Ore 23.15

    La Porsche 919 Hybrid n°1 di Hartley costretta a rientrare ai box. Sosta molto lunga: noie al servosterzo, ma i meccanici devono intervenire anche nella parte inferiore della macchina. Problemi anche al sistema ibrido. La Porsche 919 Hybrid n°1 accumula un ritardo di 7 giri. I meccanici hanno smontato anche il retrotreno della vettura.

    Ore 23.31

    Testa coda dell’Aston Martin V8 Vantage n°98 di Della Lana alle curve Porsche. Safety car in pista.

    Ore 23.52

    La safety car è rientrata ai box. La gara riparte regolarmente.

    Ore 23.57

    Neel Jani con la Porsche 919 Hybrid n°2 raggiunge e sorpassa dopo Tertre Rouge la Toyota TS050-Hybrid n°6 di Conway. Nuovo cambio al vertice della classifica: Porsche torna al comando.

    Ore 00.00

    Aggiornamento meteo

    Temperatura pista 19.4°

    Temperatura aria 14.9°

    Vento 1,6 km/h

    Umidità 77%

     

    Domenica 19 Giugno

    Ore 00.07

    La classifica assoluta:

    1)  Porsche 919 Hybrid n°2 Dumas-Jani-Lieb con 139 giri

    2)  Toyota TS050-Hybrid n°6 Sarrazin-Conway-Kobayashi a 1”769

    3)  Toyota TS050-Hybrid n°7 Davidson-Buemi-Nakajima a 1’18”289

    4)  Audi R18 n°8 Di Grassi-Duval-Jarvis a 1 giro

    5)  Rebellion R-One-Aer n°13 Tüscher-Imperatori-Kraihamer a 7 giri

    6)  Audi R18 n°7 Fassler-Lotterer-Treluyer a 8 giri

    7)  Porsche 919 Hybrid n°1 Bernhard-Webber-Hartley a 10 giri

     

    Ore 00.10

    Nella Classe LM P2 guida la classifica la Oreca 05-Nissan n°46 di Thiriet-Beche-Hirakawa, con un giro di vantaggio sulla Alpine A460-Nissan n°36 di Menezes-Lapierre-Richelmi. 

    Ore 00.12

    In GTE Pro è sempre battaglia serrata tra Ford e Ferrari. Prima è la Ford GT n°68 di Müller, seconda a 1’40”887 è la Ferrari 488 GTE n°82 di Vilander, terza la Ford GT n°69 di Westbrook a 2’27”582.

    Ore 00.13

    In GTE Am la battaglia è tra Porsche e Ferrari. Prima in classifica la Porsche 911 RSR n°88 di Al Qubaisi-Hansson-Long seguita a un giro dalla Ferrari 458 Italia n°62 di Sweedler-Bell-Segal. Terza sempre a un giro la Ferrari 458 Italia n°55 di Cameron-Griffin-Scott.

    Ore 00.31

    Rientra in pista, dopo una sosta durata 75 minuti, la Porsche 919 Hybrid n°1 con Hartley alla guida, ma la vettura precede molto lentamente sul rettilineo Hunaudiéres. Hartley procede praticamente a passo d'uomo, via radio i tecnici Porsche comunicano a Hartley di effettuare un reset ma sembra che non ci sia nulla da fare.

    Ore 00.38

    La Porsche 919 Hybrid n°1 rientra ai box.

    Ore 00.57

    Safety car in pista per l’olio lasciato sul tracciato in prossimità delle curve Porsche dalla Porsche 911 RSR n°91 di Estre.

    Ore 01.00

    Passo corsa costante, nessun errore dei piloti, zero guasti alle macchine: finora in Toyota non hanno sbagliato nulla e restano saldamente al comando. La Casa giapponese può anche contare su un minor consumo, che consente stint più lunghi: 14 giri contro i 13 di Audi e Porsche. 

    Ore 01.24

    La safety car rientra ai box. Riparte la gara.

    Ore 01.25

    Dumas con la Porsche 919 Hybrid n°2 sorpassa la Toyota TS050-Hybrid n°5 di Buemi e conquista il secondo posto.

    Ore 01.30

    Prosegue la rimonta dell’Audi R18 n°7 pilotata da Fassler, sesta ma a soli 24” dalla quinta in classifica, la Rebellion R-One-Aer n°13 di Kraihamer.

    Ore 01.50

    Gara molto sfortunata per l’Audi R18 n°7, costretta a rientrare ai box per l’ennesima foratura, questa volta all’anteriore sinistra.

    Ore 01.42

    Primi 3 sempre a pari giri: 164. Leader della corsa è Conway con la Toyota TS050-Hybrid n°6 con un vantaggio di 1’11 sulla Porsche 919 Hybrid n°2 di Dumas e 1’22 sulla Toyota TS050-Hybrid n°5 di Buemi.

    Ore 02.02

    Dumas, secondo in classifica con la Porsche 919 Hybrid n°2, sta spingendo per avvicinarsi alla Toyota e provare l’attacco alla prima in classifica. Il distacco fra la Toyota TS050-Hybrid n°6 di Conway e la Porsche di Dumas è sceso ad appena 4 secondi.

    Ore 02.04

    Dopo una sosta lunga quasi tre ore, torna in pista la Porsche 919 Hybrid n°1 di Hartley, con un ritardo di ben 39 giri dalla prima in classifica.

    Ore 02.15

    L’Audi R18 n°7 pilotata da Jarvis sale al quinto posto della classifica con un distacco di 7 giri dalla prima.

    Ore 02.20

    In GTE Pro giro più veloce di classe per la Ford GT n°68 di Hand con il tempo di 3’51”971.

    Ore 02.53

    L'Audi R18 n°7 Marcel Fassler si ferma dopo il ponte Dunlop, poi riparte ma procede molto lentamente sul rettilineo dell’Hunadieres.

    Ore 03.00

    Metà gara è passata. Al comando sempre la Toyota TS050-Hybrid n°6 di Sarrazin-Conway-Kobayashi pilotata da Kobayashi, seguita a 43”868 dalla Porsche 919 Hybrid n°2 di Dumas-Nani-Lieb con al volante Dumas. Terza a un giro la Toyota TS050-Hybrid n°5 di Davidson-Buemi-Nakajima. Quarta a due giri l’unica Audi ancora in corsa, la R18 n°8 di Di Grassi-Duval-Jarvis pilotata da Jarvis. In LM P2 gara apertissima: prima è la Alpine A460-Nissan n°36 di Menezes-Lapierre-Richelmi con 20”768 di vantaggio sulla Oreca 05-Nissan n°46 di Thiriet-Beche-Hirakawa e 1’19”830 sulla terza in classifica, la Oreca 05-Nissan n°26 di Rusinov-Stevens-Rast.

    In GTE Pro è sempre testa a testa tra Ford e Ferrari. Prima è la Ferrari 488 GTE n°82 di Fisichella-Vilander-Malucelli con 49”754 di vantaggio sulla Ford GT n°69 di Briscoe-Westbrook-Dixon e 1’53”267 sulla Ford GT n°68 di Hand-Müller-Bourdais. In GTE Am prima è la Porsche 911 RSR n°88 di Al Qubaisi-Heinemeier Hansson-Long seguita dalle Ferrari 458 Italia n°62 e 61 rispettivamente pilotate da Sweedler-Bell-Segal e Mok-Sawa-Bell.

    Ore 03.07

    Fassler riesce a riportare ai box la sua Audi R18 n°7 e a cedere la guida a Lotterer, che riparte subito dopo il cambio gomme e il rifornimento.

    Ore 03.49

    200 i giri percorsi da Kobayashi alla guida della prima in classifica, la Toyota TS050-Hybrid n°6 di Sarrazin-Conway-Kobayashi.

    Ore 04.15

    In GTE Pro Fisichella difende la prima posizione della Ferrari 488 GTE n°82 dagli attacchi delle Ford GT n°69 di Briscoe, seconda a 27”946 e Hand, terza a 37”800. Quarta con un giro di ritardo l’Aston Martin Vantage n°95 di Thiim-Sorensen-Turner pilotata da Turner. Quinta a due giri la Chevrolet Corvette C7.R di Gavin-Milner-Taylor pilotata da Taylor. Gara sempre apertissima.

    Ore 04.31

    Una Ferrari al comando anche in GTE Am. Si tratta della 458 Italia n°62 di Sweedler-Bell-Segal, che ha un giro di vantaggio sulla Porsche 911 RSR n° 88 di Al Qubaisi-Heinemeier Hansson-Long.

    Ore 04.48

    Due Toyota ai primi due posti. In testa la TS050-Hybrid n°6 di Koabayashi seguita dalla n°5 di Davidson. La Porsche 919 Hybrid n°2 di Lieb scivola al terzo posto per una foratura che ha costretto a rientrare ai box la vettura.

    Ore 05.20

    Torna al comando la Porsche 919 Hybrid n°2 di Lieb, ma al successivo pit stop della macchina tedesca tornano al comando le Toyota.

    Ore 06.16

    A Le Mans è mattina. Cielo parzialmente nuvoloso, temperatura della pista 17.2°, temperatura dell’aria 12.8°, vento 6,4 km/h, umidità 91%. Non è prevista pioggia.

    Ore 06.19

    In GTE Pro è sempre battaglia tra Ferrari e Ford. In testa sempre la Ferrari 488 GTE n°82 di Vilander ma Bourdais, con la Ford GT n°68, è a soli 10”287. Terza a un giro la Ford GT n°69 di Dixon.

    Ore 06.40

    Solo 4 le vetture finora ritirate, tra cui la Ferrari 488 GTE n°51 di Bruni-Calado-Pier Guidi. In gara quindi 56 vetture su 60.

    Ore 06.45

    I primi tre sono raccolti in meno di dieci secondi: comanda Stéphane Sarrazin con la Toyota TS050-Hybrid n°6 seguito a 5"257 dalla Porsche 919 Hybrid n°2 di Dumas e a 9"531 dalla Toyota n°5 di Nakajima. La strategia delle soste premia Toyota, che ha fatto 17 pit stop con la vettura di Sarrazin contro i 18 della Toyota di Nakajima e i 19 della Porsche di Dumas.

    Ore 07.25

    L'Oreca 05 - Nissan n°46 di Thiriet e la Ligier JS P2 - Nissan di Brown finiscono nella ghiaia in due zone diverse del tracciato. Safety car in pista.

    Ore 07.48

    La safety car rientra. La gara riparte ed è subito battaglia, in GTE Pro, tra Vilander, primo con la Ferrari 488 GTE n°82 e Bourdais, sulla Ford GT n°68, che ha un distacco di poco più di 2”.

    Ore 08.40

    La Toyota TS050-Hybrid n°5 di Buemi passa al comando davanti alla Toyota n°6 di Conway. La Porsche 919 Hybrid n°2 di Lieb è sempre terza ma a pari giri. La battaglia fra le due Toyota e la Porsche continua. Più staccate, e forse fuori dai giochi, le Audi: la R18 n°8 di Duval è quarta a due giri, la R18 n°7 di Lotterer è quinta con un distacco di ben 12 giri. In GTE Pro la Ferrari 488 GTE n°82 di Malucelli resiste alla Ford GT n°68 di Bourdais, staccata di appena 13”.

    Ore 09.03

    Combatteremo fino alla fine, non ci arrenderemo. Mancano ancora 6 ore alla fine della corsa, è il tempo di una gara del WEC” ha dichiarato Wolfgang Ullrich, numero 1 di Audi Motorsport.

    Ore 09.10

    La Porsche 919 Hybrid n°2 sta cercando di avvicinarsi alla Toyota TS050-Hybrid n°5 di Buemi. Negli ultimi giri Lieb ha recuperato 6” abbassando il distacco da 20” a 14”.

    Ford GT Live :

     

    Ore 10.30

    In GTE Pro la Ford GT n°68 di Hand, dopo un lungo inseguimento, passa in rettilineo la Ferrari 488 GTE n°82 di Malucelli e conquista il primo posto.

    Ore 10.40

    Sull’Audi R18 n°8 di Jarvis cambio bloccato in quarta marcia. La macchina procede lentamente e rientra ai box. LA R18 viene rifornita e spinta nei box, dove i meccanici smontano il frontale.

    Ore 10.50

    La Toyota TS050-Hybrid n°5 di Davidson raggiunge e sorpassa la Porsche 919 Hybrid n°2 di Lieb.

    Ore 11.10

    La classifica: Davidson con la Toyota TS050-Hybrid n°5 al comando con 320 giri, seconda a 17”616 la Porsche 919 Hybrid n°2 di Lieb, terza la Toyota TS050-Hybrid n°6 di Kobayashi a 23”340. Soste: 24 per la Toyota n°5, 25 per la Porsche, 23 per la Toyota n°6.

    Ore 11.15

    In GTE Pro sempre al comando la Ford GT n°68 di Hand seguita a 6”948 dalla Ferrari 488 GTE n°82 di Vilander. Terza, a 1’43”508, la Ford GT n°69 di Briscoe. Soste: 22 per la Ford GT di Hand, 20 per la Ferrari di Vilander e la Ford di Briscoe. 

    Ore 11.18

    Kobayashi, terzo in classifica con la Toyota TS050-Hybrid n°6, va in testacoda all'uscita delle curve Porsche. La Toyota finisce sulla ghiaia, ma riesce a rientrare senza restare insabbiata.

    Ore 11.48

    Alle curve Porsche esce di pista e va in testacoda la Ferrari 488 GTE n°82 di Vilander, senza conseguenze per la macchina, ma Hand, primo in GTE Pro con la Ford GT n°68, può allungare a 46” il vantaggio sulla Ferrari di Vilander.  

    Ore 12.11

    Colpo di scena: rientra ai box la Toyota TS050-Hybrid n°6 di Sarrazin terza in classifica.

    Ore 12.20

    La Toyota TS050-Hybrid n°6 esce dai box sempre con Sarrazin al volante, ma conserva la terza posizione con 3 giri di ritardo.

    Ore 12.24

    Prima in classifica sempre la Toyota TS050-Hybrid n°5 di Davidson con un vantaggio di 57” sulla Porsche 919 Hybrid n°2 di Jani. In GTE Pro prima è sempre la Ford GT n°68 di Handa con oltre 50” sulla Ferrari 488 GTE n°82 di Vilander.

    Ore 13.00

    A due ore dalla conclusione, posizioni invariate: prima la Toyota n°5, in GTE Pro al comando la Ford GT n° 68.

    Ore 13.05

    Aggiornamento meteo: cielo nuvoloso ma non piove. Temperatura della pista 21.1°, temperatura dell’aria 18.5°, vento 6,4 km/h, umidità 65%.

    Ore 14.00

    Inizia l’ultima ora. Al comando sempre la Toyota TS050-Hybrid n°5 pilotata (sarà un caso?) dal giapponese Nakajima, che ha un vantaggio di poco più di 28” sulla Porsche 919 Hybrid n°2 pilotata da Jani, l’autore della pole.

    Ore 14.21

    Jani con la Porsche 919 Hybrid sta spingendo per recuperare il distacco che lo separa dalla Toyota TS050-Hybrid n°5 di Nakajima, che tuttavia resta primo con un vantaggio di 24”. In GTE Pro al comando c’è sempre la Ford GT n°68 di Müller.

    Ore 14.57

    Clamoroso La Toyota TS050-Hybrid si ferma improvvisamente a bordo pista. Passa al comando la Porsche 919 Hybrid n°2 di Jani che vince a sorpresa la 24 Ore di Le Mans 2016.

    CLAMOROSO A LE MANS: A TRE MINUTI DALLA FINE TOYOTA PERDE LA GARA, PRIMA A SORPRESA PORSCHE

    Alla Toyota si stavano preparando a festeggiare: quella vittoria così prestigiosa e così desiderata alla 24 Ore di Le Mans, che Toyota inseguiva fin dal 1985 senza mai riuscirci, pur avendo sfiorato il successo in quella che per antonomasia è la gara di endurance più leggendaria al mondo. A tre minuti dalla fine della corsa la gara era praticamente in mano alla Toyota TS050 numero 5 di Davidson-Buemi-Nakajima pilotata da Nakajima. Poi  l’incredibile, clamoroso finale: la Toyota TS050 Hybrid n°5 di Nakajima si fermava a bordo pista, lasciando così il successo dell’edizione 2016 della 24 Ore di Le Mans alla Porsche 919 Hybrid n°2 di Jani, che era partita dalla pole. Per Porsche si tratta del secondo successo consecutivo. Per quanto riguarda la sosta improvvisa e imprevista della Toyota, pare che si sia trattato di un problema al sistema ibrido che ha mandato in default la vettura. Ma non è finita qui: la Toyota TS050-Hybrid n°5 di Sarrazin-Buemi-Nakajima è rimasta fuori dalla classifica generale finale. Seconda classificata l’altra Toyota in gara, la TS050-Hybrid n.6 di Sarrazin-Conway-Kobayashi. Terza la prima delle Audi, la R18 n.8 di Di Grassi-Duval-Jarvis. L’altra Porsche 919 Hybrid, infine, la n.1 nonostante l’apporto di Mark Webber è arrivata molto lontano dagli equipaggi di testa. Giro più veloce della corsa è della Toyota TS050-Hybrid n°6 pilotata da Kobayashi con un tempo di 3’21”445.

    In GTE Pro ha vinto la Ford, tornata a Le Mans a cinquant’anni esatti dalla storica tripletta del 1966 con Bruce McLaren e Chris Amon sul gradino più alto del podio con la Ford GT40. Quella del 1966 fu la prima di quattro vittorie consecutive conquistate nel ’66, ’67, ’68, ’69: guarda caso gli stessi numeri delle quattro Ford GT schierate quest’anno a Le Mans. Prima in GTE Pro è la Ford GT n°68 di Hand-Müller-Bourdais, seguita dalla Ferrari 488 GTE n°82 di Fisichella-Vilander-Malucelli. Al terzo posto un’altra Ford GT, la n°69 di Briscoe-Westbrook-Dixon. Nella Classe LM P2 il successo è andato alla Alpine A460-Nissan n°36 di Menezes-Lapierre-Richelmi, che ha preceduto la Oreca 05-Nissan n°26 di Rusinov-Stevens-Rast e la BR01-Nissan n°37 di Petrov-Shaytar-Ladygin.

    In GTE Am, infine, ha vinto la Ferrari 458 Italia n°62 di Sweedler-Bell-Segal. Seconda la Ferrari 458 Italia n°83 di Perrodo-Collard-Aguas, terza classificata la Porsche 911 RSR n°88 di Al Qubaisi-Heinemeier Hansson-Long. Giro più veloce della corsa è della Toyota TS050-Hybrid n°6 pilotata da Kobayashi con un tempo di 3’21”445. 

     

     

    QUALIFICHE

    La Porsche 919 Hybrid di Dumas-Jani-Lieb ha conquistato la pole della 24 Ore di Le Mans 2016, che prenderà il via oggi alle 15. Autore della pole è lo svizzero Neel Jani con un tempo di 3’19”733 e, curiosità, poleman anche dell’edizione 2015. Seconda classificata l’altra Porsche di Bernhard-Webber-Hartley. In seconda fila le Toyota TS050 Hybrid: terzo posto per Sarrazin-Conway-Kobayashi, quarti Davidson-Buemi-Nakajima.

    2016 WEC 24 Heures du Mans - Qualifying Session 3 highlights


    La Pole Porsche:



    Solo quinta la prima delle Audi, la R18 di Fassler-Lotterer-Treluyer, seguita dall’Audi R18 di Di Grassi-Duval-Jarvis.



     

    Griglia partenza:
    1st #2 Porsche (Dumas/Jani/Lieb)
    2nd #1 Porsche (Bernhard/Webber/Hartley)
    3rd #6 TOYOTA GAZOO Racing
    4th #5 TOYOTA GAZOO Racing
    5th #8 Audi (di Grassi/Duval/Jarvis)
    6th #7 Audi (Fässler/Lotterer/Tréluyer)

    FORD
    Nella Classe LMP2 prima è la Oreca 05-Nissan di Rusinov-Stevens-Rast. 
    In GTE Pro al comando le Ford GT al debutto a Le Mans a 50 anni esatti di distanza dalla storica triplice vittoria della GT40 alla 24 Ore del 1966.



    Prima in classifica la GT di Hand-Muller-Bourdais seguita dalla Ford di Briscoe-Westbrook-Dixon, terza la Ferrari 488 di Bruni-Calado-Pier Guidi. In GTE Am, infine, la migliore è la Ferrari 458 Italia di Mok-Sawa-Bell. I tempi di qualifica sono quelli ottenuti nelle prime due sessioni di mercoledì perché la pioggia caduta copiosa sul circuito nel corso della terza e quarta sessione di ieri non ha dato tregua a team e piloti, vanificando qualsiasi tentativo di migliorare i tempi.
     

    A dare spettacolo nelle due sessioni di qualifica finali, sotto la pioggia, ci ha pensato Yannick Dalmas, quattro volte vincitore della 24 Ore tra il 1992 e il 1999. Il 54enne pilota francese si è infatti esibito in uno spettacolare “traverso” mentre era alla guida della safety car, un’Audi R8 LMS, per verificare le condizioni del tracciato dopo l’ennesimo acquazzone abbattutosi sul tracciato.  Per tutti i team, invece, l’imperativo è stato evitare rischi per preservare le macchine.

    BATTAGLIA
    Che Le Mans sarà quella di quest’anno? Una battaglia: c’è equilibrio in tutte le classi e in una gara così lunga a fare la differenza, oltre alle strategie e alle capacità dei piloti, sarà l’affidabilità. Per la vittoria assoluta se la giocheranno in 3: Porsche, vincitrice 2015, Audi e Toyota. Come lo scorso anno, con la differenza però che le i tre costruttori sono molto vicini, che a livello di tempi c’è pochissimo distacco anche sul passo corsa e che Toyota è molto più competitiva di un anno fa.  La battaglia sarà grande in GTE Pro, dove a contendersi il successo sono ben cinque costruttori: Aston Martin, Corvette (vincitrice 2015), Ferrari, Ford, Porsche.

    PORSCHE 919 Hybrid
    La 919 Hybrid si è presentata quest’anno con una serie di modifiche
     concentrate su aerodinamica, peso e anche sulla livrea di carrozzeria, ora caratterizzata da una colorazione principale nera, mentre il bianco che ha caratterizzato il muso nelle ultime due stagioni è rimasto solo nelle bande verticali che dividono idealmente in tre sezioni il prototipo, oltre a essere presente nelle fiancate e sul cupolino. Cambiano anche anche i numeri di gara, perché Bernhard, Hartley e Webber sfoggeranno l’1 che spetta ai campioni del mondo in carica mentre Dumas, Jani e Lieb hanno il 2. Peso e consumi del 4 cilindri a V 2 litri turbobenzina a iniezione diretta sono stati ridotti e i tecnici hanno lavorato per rendere ancora più efficienti i due sistemi di recupero dell’energia (in frenata e dai gas di scarico), il motore elettrico applicato all’asse anteriore, l’elettronica di controllo e le batterie a ioni di litio di ultima generazione.

    La classe di energia recuperata resta per la Porsche quella di 8 megajoule, scelta fin dall’esordio della 919 Hybrid. Invariata la struttura del telaio, ma sono state adottate specifiche soluzioni per rendere più agevole la regolazione del set-up dell’avantreno e adattarlo meglio alle gomme Michelin. Nel 2015 il V4 Porsche erogava, con una cubatura di appena 2,0 litri, 500 Cv ma i regolamenti 2016, per contenere le prestazioni sempre crescenti delle LMP1, hanno ridotto la quantità di energia ottenibile dal carburante per ogni giro di pista e il flusso massimo: ciò significa che i prototipi disporranno circa dell’8% in meno di carburante e di potenza.

     

    AUDI R18
    Audi ha riprogettato completamente la R18 intervenendo su aerodinamica, cellula di sicurezza, sistema ibrido, motore V6 TDI. La scocca è nuova, così com’è stata rivista l’aerodinamica del frontale. Ciò ha comportato anche una rivisitazione della sospensione anteriore (del tipo pushrod) e dei relativi punti di attacco. Modificato anche lo schema delle sospensioni posteriori, mentre il bilanciamento tra avantreno e retrotreno è stato ottenuto mediante un sistema denominato LSS, linked suspension system.

    Per quanto riguarda il sistema ibrido, Audi ha abbandonato il volano utilizzato dal 2012 al 2015 per passare alle batterie a ioni di litio come sistema di accumulazione dell’energia, la cui quantità è salita alla classe da 6 megajoules contro i 4 del 2015. L’energia accumulata nelle batterie è generata in frenata dalla MGU (Motor generator unit) anteriore e viene riutilizzata nelle accelerazioni in uscita di curva. Per quanto riguarda invece il motore termico. La Casa dei quattro anelli è rimasta fedele al turbodiesel, V6 da 4 litri con un angolo di 120° tra le bancate, all’interno del quale si trovano gli scarichi, ma il propulsore è sta è stato reso via via più leggero ed efficiente

    Toyota TS050 Hybrid
    La TS050 Hybrid deve riscattare l’opaca stagione WEC 2015 che ha visto la Toyota, campione del mondo l’anno precedente, nettamente surclassata dalle rivali tedesche. Le modifiche principali della nuova macchina riguardano il propulsore termico. Al posto del precedente V8 aspirato da 3,7 litri è stato adottato un V6, sempre a benzina (con iniezione diretta), ma con cubatura ridotta a 2,4 litri e sovralimentazione con doppio turbo. La scelta è stata dettata dal tentativo di assecondare al meglio il regolamento del WEC, che limita il flusso e la quantità di carburante utilizzabile e quindi rende superflui frazionamenti e cilindrate eccessive.


    Il sistema ibrido scelto appartiene alla classe più alta di recupero dell’energia, quella da 8 megajoule: anche la Toyota, da questo punto di vista, ha cambiato strada, abbandonando i supercondensatori utilizzati in passato in favore delle batterie a ioni di litio, come fanno Porsche e, da quest’anno, l’Audi. A cambiare, inoltre, sono il layout del sistema di raffreddamento, la trasmissione, chiamata a gestire una coppia maggiore erogata dal motore biturbo, e l’aerodinamica. Lo spostamento del motore/generatore anteriore ha permesso di rivedere i flussi d’aria nella parte sottostante la vettura; lo schema delle sospensioni è stato rivisto per cercare di migliorare lo sfruttamento dei pneumatici.

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