Nuova Mini Cooper SD 5p, Super Diesel

20 luglio 2015
Dario Chiozzotto
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    Le 5 porte e gli ingombri maggiori non intaccano la proverbiale agilità e maneggevolezza Mini. Il bagagliaio è leggermente più capiente, mentre l’abitacolo è comodo solo per quattro passeggeri e il prezzo resta....

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    In oltre 55 anni di onorata carriera, non era mai successo che una Mini classica avesse 5 porte. Certo, c’è la Countryman, ma non ha ingombri esattamente cittadini con i suoi oltre 4 metri di lunghezza e offre anche la trazione integrale. Questa cinque porte si riconosce dunque a colpo d’occhio, anche se le due corte portiere posteriori traggono un po’ in inganno sul reale spazio celato dietro di esse.

    Passo e ingombri maggiori offrono, è vero, qualche cm in più di spazio in larghezza e altezza per i due eventuali passeggeri posteriori e il bagagliaio è leggermente più capiente (+67 litri dichiarati), ma nulla di realmente rivoluzionario rispetto alla più corta tre porte. Insomma la disponibilità di spazio per un eventuale terzo passeggero denota un certo humor britannico più che una reale possibilità di viaggiare comodamente in cinque per tragitti medio lunghi.

    In compenso, su strada questa nuova variante si comporta esattamente come quasi tutte le Mini dell’ultima generazione: estremamente bene. La SD è potente, brillante, divertente e si fregia di un aggravio di peso di 65 kg rispetto alla 3 porte. Sui tratti più guidati perde insomma ben poco della sua proverbiale sportività grazie allo sterzo diretto, alla prontezza con cui si raggiunge l’appoggio e alla capacità di chiudere con il muso al rilascio del gas. Il sorriso non si spegne nemmeno al distributore, considerati i 16 km/litro effettivi percorsi in media, mentre il vero ostacolo resta come di consueto il prezzo, che sfiora i 30.000 euro senza attingere dalla allettante lista di optional. In quel caso, si raggiungono cifre quasi proibitive, almeno per una Mini.

     

     

    LOOK
    I tratti sono quelli di sempre: fari tondi, griglia esagonale, passo corto, sbalzi ridotti e lunotto verticale. Impossibile confonderla dunque, anche in questa versione a 5 porte, che nellìallestimento Cooper SD assume un carattere ancora più sportivo. Merito della calandra nera a nido d’ape, con listello centrale color antracite e logo “S” rosso in bella vista, della presa d’aria sul cofano, dei condotti supplementari anteriori per migliorare il raffreddamento dei freni e delle minigonne laterali nere. Il tutto è completato, nella parte posteriore, dal doppio terminale di scarico cromato centrale e dal vistoso spoiler, anch’esso verniciato di nero. Gli ampi passaruota ospitano di serie cerchi in lega a 5 doppie razze da 16”, mentre tra gli optional figurano anche quelli da 17” con pneumatici 205/45.

    TECNICA

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    Rispetto alla tre porte, lo schema delle sospensioni è rimasto invariato, con un avantreno Mc Pherson con leggeri bracci oscillanti in alluminio, quelli trasversali sono in acciaio alto resistenziale, per contenere le masse non sospese, e un multilink al retrotreno. La cinematica è stata rivista per aumentare l’effetto autosterzante e la precisione dello sterzo, mentre la taratura di molle e ammortizzatori è stata modificata, visto il leggero aggravio di peso rispetto alla versione a 3 porte.

    Optional, come sulla 3 porte, sono anche in questo caso le sospensioni a controllo elettronico Dynamic Damper Control. Sotto il cofano della SD si ritrova il 4 cilindri 2 litri td già ampiamente collaudato su numerosi modelli Bmw, ma qui opportunamente rivisto. E’ stato ottimizzato il sistema di sovralimentazione con geometria variabile della turbina e l’iniezione diretta common rail di ultima generazione, che ha visto la pressione massima salire da 1.600 a 2.000 bar. Modifiche che hanno permesso di innalzare la potenza da 143 a 170 Cv, erogati a 4.000 giri/min, e la coppia massima da 305 a 360 Nm disponibili da 1.500 giri/min.

     

     

    Davvero completissima la dotazione di sicurezza, che include sei air bag, il controllo elettronico della stabilità Dsc che comprende, oltre al sistema Abs, la ripartizione elettronica della forza frenante Ebd, la regolazione della frenata in curva Cbc ed un dispositivo di assistenza alla partenza in salita. Oltre alla funzione freni asciutti, che ottimizza l’efficienza dell’impianto frenante sul bagnato, troviamo anche un controllo di trazione Dtc che tollera uno slittamento controllato delle ruote motrici, così da facilitare la partenza sulla sabbia o sulla neve. Quando il controllo elettronico di stabilità è disattivato, nelle curve strette entra in funzione il bloccaggio elettronico del differenziale anteriore che provvede a frenare in modo adeguato la ruota motrice che slitta, e a convogliare la coppia motrice sull’altra ruota. Il sistema, definito Electronic Differential Lock Control (EDLC), permette così di scaricare meglio a terra la notevole riserva di coppia disponibile.

     

    Mini Cooper 3p Crash Test euroNCAP:

    INTERNI

    A bordo invece la personalizzazione della Cooper SD è affidata principalmente al volante sportivo in pelle a tre razze multifunzione e ai sedili anteriori più profilati, oltre che allo scenografico Mini Led Ring: si tratta di un anello a led che fa da cornice al display centrale e può illuminarsi con 6 colori differenti in base all’informazione visualizzata; quando viene attivato il Park Distance Control, per esempio, la distanza residua rispetto all’ ostacolo viene visualizzata anche da un anello luminoso di colore verde, giallo oppure rosso; una variazione della temperatura interna desiderata è segnalata da led rossi, oppure blu qualora venga abbassata.

     

     

    La plancia è la medesima della tre porte, con il grande strumento circolare centrale della plancia che non funge da tachimetro, visto che quest’ultimo si trova di fronte al guidatore insieme al contagiri e al livello carburante. Lo strumento centrale ospita infatti il display a colori da 8,8 pollici per visualizzare le varie schermate del sistema di infotainment/navigatore/telefono. Tutto è facilmente gestibile tramite il consueto Mini Controller montato in prossimità della leva del cambio, che si gestisce attraverso la sempre più diffusa tecnologia touch screen. Si possono infatti digitare le lettere, ad esempio, del luogo di destinazione del viaggio da impostare attraverso il navigatore satellitare, oppure inserire direttamente i nomi della rubrica telefonica.

     

     

    Dal punto di vista ergonomico, la disposizione dei comandi è sempre molto razionale; quelli delle luci sono stati spostati dal devioluci alla parte sinistra della plancia, così come i tasti della chiusura centralizzata sul pannello porta sono ancora più intuitivi da individuare. Il passo allungato di 72 millimetri e la lunghezza complessiva di 161 millimetri hanno leggermente aumentato l’abitabilità interna. L’accessibilità, complici le piccole portiere, non è delle migliori, ma una volta a bordo due adulti possono contare su qualche cm in più in altezza e a livello gomiti rispetto al modello a tre porte. Il terzo posto è più virtuale che reale, dato l’esiguo spazio per le gambe disponibile, penalizzato dall’ ingombrante tunnel centrale. In compenso, il volume del bagagliaio, molto regolare e ben rivestito, offre 67 litri in più rispetto a quello della 3 porte con una capacità compresa tra i 278 e i 941 litri.

    SU STRADA

    Alla guida, delle due portiere in più non vi è traccia. Né il leggero aggravio di peso, né gli ingombri leggermente maggiori, alterano il dna della compatta inglese. A bordo si respira un’aria decisamente familiare, con la seduta bassa, il volante sportivo verticale e l’acceleratore incernierato in basso. Bastano pochi km per accorgersi poi di come non si sia persa nulla della sua proverbiale maneggevolezza e sportività, complice oltre all’assetto, in questo caso, il motore.

    E’ il vero piatto forte di questa SD e, se si esclude il timbro un po’ invadente a freddo, è quasi esente da difetti. Pronto, reattivo ai comandi del gas, vanta una coppia superiore alla più potente sorella a benzina, con 360 Nm disponibili già da 1.500 giri e costanti sino a 2.750 giri/ min. Quanto basta per avvantaggiarla nell’uso in città e garantire una progressione così vigorosa da consentire riprese degne di vetture di cilindrata e potenza sensibilmente superiori.

     

     

    Divertente, dinamica, gustosa, la nuova Mini ferma il cronometro in tempi non troppo distanti dalla Cooper S a benzina della precedente generazione. In poco più di 7 secondi tocca i 100 km/h da fermo, in 28,55 secondi traguarda il km, sempre con partenza da fermo, e la corsa si arresta solo poco prima dei 220 km/h. Numeri di spessore, dunque, affiancati da intervalli di ripresa altrettanto incisivi, garantiti dalla generosa riserva di coppia sin dai bassi regimi e a un peso rimasto ancora accettabile: 1.365 kg rilevati dal nostro Centro Prove con il pieno di carburante.

     

     

    Lo sterzo, che vanta una gran prontezza, l’assetto rigido e la generosa gommatura 205/45 sui cerchi da 17”, garantiscono inoltre inserimenti repentini e un gran maneggevolezza sul misto. Selezionando la modalità Sport, la nuova SD diviene ancora più pronta e reattiva, con un maggior carico al volante e una risposta quasi immediata ai comandi del gas. Degno di nota anche il funzionamento dell’impianto frenante, sia per quanto riguarda gli spazi di arresto, da 100 km/h bastano 36,8 metri per arrestarsi, sia in termini di modulabilità e resistenza alla fatica. Soltanto discreto invece il confort, non tanto per quel che concerne la rumorosità, quanto per la taratura rigida delle sospensioni che, abbinata alla spalla ribassata delle ruote da 17 pollici, penalizza la marcia sui fondi più accidentati. Ci si può comunque consolare con i consumi, dato che in città sfiora i 14 km/litro, un dato interessante soprattutto alla luce delle notevoli prestazioni di cui è capace, ed anche la marcia autostradale conferma l’ottimo rendimento del motore con 15,2 km/l rilevati.

    LISTINO

    In allegato in alto il listino pdf.

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